|
|
Camere Pr' Krajncu |
Libreria |
|
|
Presso di noi potrete trovare anche una modestissima
raccolta di libri in lingua italiana, slovena e
tedesca. Qui di seguito potete leggere alcuni spezzoni
riguardanti Valbruna e la Val Canale.
|
|
|
La profezia di Ehrlich |
Curiosità |
|
|

Nel mese di giugno del 1884 ci fu una brinata eccezionale,
tanto che a VALBRUNA gelarono in modo irreparabile
il granturco e le patate nei campi.
I contadini colpiti da questo flagello, pensarono
ad un’ altra semina; volevano seminare orzo
e maliga.
Un tale Ehrlich, detto Kraner, ammonì però
i contadini della piana di VALBRUNA e disse loro
che se avessero arato nuovamente per la semina,
i campi si sarebbero vendicati e non avrebbero dato
raccolti per un periodo di cinque anni!
La sciocca profezia fu ascoltata da tutti con grande
meraviglia, ad eccezione di un solo contadino, che
arò i propri campi e seminò la meliga.
Al termine della stagione ebbe un buon raccolto
e fu invidiato da tutti.
Negli altri campi, lasciati incolti, crebbe la gramigna,
che fu per i creduloni l’ unico raccolto autunnale.
Dando retta alla profezia di Ehrlich i contadini
di VALBRUNA diedero dimostrazione della loro dabbenaggine,
ma certo non si comportarono in modo tale negli
anni successivi.
Dal volume Tradizioni e leggende della Valcanale
di Raimondo Domenig |
|
|
I Napoleoni d'oro |
Curiosità
|
|
|
Un pastorello che accudiva il bestiame sui prati
di SELLA NEBRIA nei pressi di VALBRUNA per conto
di un tale Krainz, contadino del luogo, tornò
una sera dal suo padrone con una moneta gialla,
rilucente.
Era forse il 1905 e il ricordo dell’ avventura
napoleonica in VALCANALE non si era ancora spento,
tanto che il contadino, non appena vide l’
oggetto, lo identificò per una moneta d’
oro del tempo di Napoleone. Subito fece chiamare
il pastorello e lo sottopose ad un vero e proprio
interrogatorio. “Dove l’ hai trovato?”
“Lassù nel bosco, vicono al suo prato”
disse il ragazzo “là dove lei mi ha
mandato a pascolare il bestiame. Ne ha preso uno
solo, ma ce ne sono tanti ancora di questi tondini
gialli....”.
Il ragazzo dopo appena qualche giorno fu licenziato
senza motivo apparente. In effetti del “Napoleone
d’ oro” e delle altre tante monete d’
oro viste dal pastorello si perdette la memoria,
fino a quando, qualche tempo dopo, forse nel 1912,
la casa del contadino che nel frattempo era stata
ingrandita ed abbellita andò a fuoco per
cause imprecisate.
Il contadino era diventato la persona più
ricca di tutta la zona e si racconta che dovettero
intervenire ben nove robusti giovanotti del paese
per spostare dall’ interno della casa una
cassa pesantissima, dove nessuno sa che cosa vi
fosse rinchiuso, ma dove la gente pensavapotesse
essere custodita una parte delle monete d’
oro trovate dall’ ingenuo pastorello.
Dal
volume Tradizioni e leggende della Valcanale di
Raimondo Domenig
|
|
|
I cacciatori pietrificati |
Curiosità
|
|
|

A sud del MONTE LUSSARI si elevano le cime dei TRE
CACCIATORI con crinali scoscesi e frastagliati;
figure di uomini pietrificati paiono ergersi sulle
cime.
Si racconta che, prima della costruzione del santuario
di Maria Lussari, dimorassero in quei luoghi splendidi
branch di camosci, caccaiti con grande impegno dai
cacciatori locali.
Ma piano piano i numerosi pellegrinaggi che si effettuarono
sul Monte Santo allontanarono dalla zona la selvaggina,
con grande disappunto dei seguaci di Diana. Le tre
cime erano sempre più disturbate dal vociare
che proveniva dal vicino Lussari.
Un giorno tre cacciatori scalarono le cime senza
scorgere un solo camoscio. Irritati per il disturbo
arrecato dai pellegrini, si misero a sparare verso
la chiesa del Lussari. Per la malvagità da
loro compiuta furono puniti all’ istante e
trasformati in blocchi di pietra. Le loro figure
stanno ancora là sulle cime che poi presero
il loro nome.
Dal
volume Tradizioni e leggende della Valcanale di
Raimondo Domenig
|
|
|
|